Il piano di ristrutturazione del gruppo Volkswagen? Ha l’obiettivo di ridurre la capacità produttiva – non più sostenibile alla luce dei minori volumi di vendita attuali – e abbattere i costi operativi. Fila, certo. Tuttavia, secondo quanto rivelato dal settimanale tedesco Der Spiegel, la manovra aziendale potrebbe costare al costruttore fino a 16 miliardi di euro, da spendere per finanziare il taglio di 50 mila posti di lavoro e chiudere i quattro stabilimenti che sono attualmente in bilico in Germania.
Volkswagen ha quantificato in 10 miliardi di euro gli oneri legati ai tagli occupazionali previsti entro il 2030, destinati a coprire prepensionamenti, indennità di fine rapporto e altri obblighi sociali. I 50 mila esuberi (circa la metà dei quali localizzati in Germania), andranno ad aggiungersi agli altri 50 mila già previsti dal precedente accordo di Natale del 2024. I rimanenti 6 miliardi di euro sarebbero, invece, destinati a coprire i costi connessi alla possibile chiusura dei quattro impianti, siti a Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm, da completarsi tra il 2031 e il 2034.
Il destino dei quali dipenderà dal raggiungimento dell’obiettivo di ottenere risparmi per almeno 1,5 miliardi di euro entro due anni. In alternativa, le strutture potrebbero essere riconvertite alla fabbricazione di altri prodotti (non esclusi quelli di natura militare). Se, invece, saranno chiusi i battenti, l’interruzione delle attività produttive dovrebbe costare appunto 6 miliardi, 2 per Emden e Zwickau e 4 per Hannover e Neckarsulm.







