HomeMagazineLa parola genocidio esisteYuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi di “No Other Land“, firmano “Naza”, ottanta minuti di autentiche confessioni che sono altrettanti pugni allo stomaco dello spettatoreYuval Abraham (dx) e Rachel Szor alla premiere di NazaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciNel buio di un tetto di una Tel Aviv notturna e frenetica, soldati dell’esercito israeliano – volti oscurati e voci contraffatte – raccontano in dettaglio ciò che si poteva supporre: il cinismo e l’indifferenza con cui, dall’ottobre 2023, è stata rasa al suolo la striscia di Gaza, puntando su Hamas ma facendo strage di civili.

Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi di “No Other Land“, firmano “Naza“ (acronimo che nel lessico militare sta per effetti collaterali), produzione inglese, patrocinio di Jonathan Glazer. Non si tratta di un documentario ma di ottanta minuti di autentiche confessioni che sono altrettanti pugni allo stomaco dello spettatore.

Da postazioni sicure nascoste si lanciano razzi e si guidano droni, si sgretolano grattacieli e si sterminano famiglie seguendo semplicemente tracce telefoniche che portano a obiettivi spesso solo supposti. Importante è monitorare interi quartieri: una madre chiama il marito? un figlio saluta il padre? Una volta uditi sono già vittime, e se abitano al sesto piano e con loro muoiono tutti quelli che stanno sotto tanto meglio.