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Gioco, giocatori e fattore campo. Non c’è aspetto in cui il Catanzaro non sia favorito contro la Carrarese. Domani al “Ceravolo” (ore 17.15) si giocherà uno scontro diretto, è la classifica a dirlo, ma le differenze di fondo sono tante, se non tutte, e andranno fatte pesare. I giallorossi sono stati costruiti per restare in B senza faticare troppo, magari togliendosi altre soddisfazioni com’è successo negli anni precedenti, mentre i toscani sono partiti con l’idea di dover lottare fino all’ultimo per evitare la Serie C. E ora è il momento che la squadra di Gorgone cominci a utilizzare tutta la sua cilindrata per risalire. Il ko incassato dal Sudtirol nel finale dell’ultima partita è stato una mazzata per le Aquile, che avrebbero meritato almeno di non perdere il terzo incontro di fila.
Da Bolzano e dal secondo tempo di Pisa, comunque, il tecnico romano ha ricevuto conforto dal gioco, col quale in un caso ha chiuso nella propria metà campo gli altoatesini (producendo una traversa e due occasioni per Mosti e Iemmello), nell’altro ha costretto i nerazzurri toscani a soffrire aggrappandosi al portiere sulle quattro chance nitide per il pari. Alla fine, zero gol (Iemmello a Pisa aveva segnato prima dell’intervallo) e zero punti come nell’esordio di Vicenza, però con l’idea forte che il Dna “giochista” è ancora il rifugio sicuro anche nelle difficoltà. E che non sempre girerà tutto storto.










