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Gioco, condizione e interpreti più gli ultimi rinforzi da inserire. Per riscattare la sconfitta di Vicenza e allontanare cattivi pensieri, il Catanzaro può aggrapparsi ai suoi non pochi punti di forza e agli aspetti che possono solo migliorare. Il principale è il gioco, la capacità di governare il pallone e i tempi della gara notata a Vicenza come in Coppa con il Sudtirol: Petriccione e Iemmello ne saranno i custodi anche in casa del Pisa, domenica (ore 21), per la seconda delle tre trasferte che avviano il campionato dei giallorossi. In Veneto è stato il gioco il piano sul quale il Catanzaro è stato più efficace: non sarà stato costante e sul più bello è venuto meno, ma ha mostrato spunti interessanti e conosciuti, nel senso che la squadra ha sempre nel Dna la vocazione al possesso.

Non sarà una sconfitta alla prima giornata a rimettere in discussione canoni così assimilati che ogni allenatore non si è sognato di toccare. Il gioco è il rifugio in cui tornare e il trampolino da cui ripartire: la sua efficacia può solo crescere man mano che migliorerà la sintonia fra vecchi e nuovi arrivati. Al “Menti” ha intrigato il rombo a centrocampo fra Petriccione, Alesi, Mosti e Iemmello. Ed è scontato che certi meccanismi beneficeranno di una settimana di allenamenti in più e dell’inserimento degli ultimi acquisti: Giovane sembra adattissimo per il centrocampo, Pecorino aggiunge centimetri, tecnica ed esperienza in attacco.