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Del sogno della Serie A sono rimasti il ricordo intenso e alcuni protagonisti, il resto è stato praticamente rivoluzionato. Ottantadue giorni dopo la notte di Monza il Catanzaro riparte con un nuovo tecnico e tanti volti inediti, con gli stessi obiettivi di sempre (consolidare la categoria), ma anche con uguali seppur taciute ambizioni, perché tre anni ad alti livelli hanno sedimentato consapevolezze che nobilitano l’animo da provinciale.

Il Vicenza e lo stadio “Menti”, avversario e cornice gonfi d’entusiasmo per una promozione in B ottenuta in carrozza, sono uno stress test molto indicativo in questo “open day” che riavvia in grande stile il torneo con l’aggiunta della diretta gratuita su Dazn (ore 20.30). Dopotutto, il Catanzaro e quello che una volta era il Lanerossi sono “piccole” che per tanto tempo hanno avuto un perché. «Sappiamo di poter sfruttare le nostre qualità, voglio una squadra che abbia coraggio e sia consapevole delle proprie capacità. Quanto a me, non avverto emozioni particolari, sicuramente è piacevole allenare il Catanzaro e sono contento di farlo», ha spiegato Gorgone, forse “gasperiniano” quanto era “dezerbiano” il suo predecessore Aquilani.