Il direttore sportivo giallorosso traccia il bilancio dopo la straordinaria cavalcata playoff. Tra ambizioni di mercato, il nodo panchina e le sirene personali, il dirigente fissa il vertice decisivo con la proprietà per programmare il salto di qualità
Il Catanzaro si interroga sul proprio futuro all’indomani di una stagione vissuta da protagonista assoluta e conclusa a un passo dal sogno. A fare il punto in casa giallorossa è il direttore sportivo Ciro Polito che, analizzando il percorso della squadra, non nasconde l’ambizione vissuta negli ultimi mesi di campionato. “Quando arrivi ad una finale così, poi il livello bisogna alzarlo tutti. Da tre-quattro mesi avevo iniziato a pensare che potevamo andare in Serie A. Ai miei calciatori dicevo che se fossimo arrivati ai playoff poi avrei voluto vincerli. Ho sempre creduto che non avremmo fatto la comparsa”, ha spiegato il dirigente a Tmw, sottolineando la crescita costante del gruppo, capace di superare indenne lo scoglio Avellino e di espugnare con autorità il Barbera contro il Palermo. Resta tuttavia l’amaro in bocca per l’epilogo nel doppio confronto con il Monza, sfumato per i dettagli di un regolamento contestato dallo stesso Polito. “Mi chiedo: va bene che il Monza ha fatto più punti di noi, ma perché al primo turno ci sono i supplementari, e in finale non posso giocarmela trenta minuti in più?”, contesta il direttore sportivo.










