Nel 2026 la raccolta di Sangiovese, contro il cambiamento climatico la scommessa olistica di Mania Castelli per proteggere il suolo trasforma i cinquanta ettari di famiglia in un laboratorio di biodiversità .Gli animali che pascolano sereni tra i filari di vigne mentre i grappoli vengono raccolti. Le uve che, una volta arrivate in cantina, vengono pressate anche con i piedi, proprio come si faceva un tempo. Il tutto in un’atmosfera circondata da vecchi arnesi, aratri e diraspatrici distribuiti in un museo a cielo aperto.
Arrivare a Torre alle Tolfe, tenuta agricola di 50 ettari tra vigneti, olivete, boschi e seminativi nel comune di Siena a circa 10’ dal centro storico, vuol dire immergersi in un luogo che suscita emozione e sblocca ricordi custoditi in qualche angolo della memoria. Qui dal 2017, Mania Castelli, terza generazione di famiglia di origine milanese e formazione veterinaria in Inghilterra, gestisce in modo olistico un luogo dove i turisti vengono a rilassarsi e dove la terra è trattata con profondo rispetto grazie all’applicazione sperimentale dell’ "agricoltura rigenerativa".
Cosa significa? "Sono veterinaria di formazione – racconta la 52enne Mania – e quando sono arrivata qui nel 2015 ho deciso di andare oltre al biologico o al biodinamico, studiando per avere un approccio più nostro, anche assieme a consulenti più esperti di me in agricoltura. Con l’aiuto del direttore agricolo, Sascha Osterle abbiamo dato vita ad una serie di tecniche agricole che ci aiutano a difendere la biodiversità, proteggere e rispettare la vita del suolo, anche attraverso il coinvolgimento di animali come pecore, capre, oche, galline, cavalli e mucche".







