Venticinque anni dopo, la memoria sta lasciando il posto alla storia. Presto metà della popolazione degli Stati Uniti sarà composta da persone nate dopo l’11 settembre 2001 o che saranno troppo giovani per ricordare quel giorno, in cui quattro aerei di linea pilotati da terroristi di Al Qaeda si schiantarono contro il World trade center di New York, il Pentagono nella Virginia del nord e un campo vicino a Shanksville, in Pennsylvania.

“Quando faccio il calcolo, arrivo alla bomba di Hiroshima: è questa la distanza temporale”, spiega il regista Brian Knappenberger, 56 anni, che ha realizzato un documentario per Netflix intitolato Turning point: generation 9/11. “La seconda guerra mondiale per la mia generazione sembrava qualcosa di molto lontano, ma per i ventenni di oggi l’11 settembre 2001 è altrettanto distante”.

Dopo aver realizzato diverse serie sulla “guerra contro il terrorismo”, e su quella fredda e quella in Vietnam, Knappenberger ha sentito il bisogno di entrare in contatto con una generazione per cui l’11 settembre è un’astrazione: qualcosa che si trova sui libri di testo a scuola, una cerimonia solenne o addirittura – ed è l’aspetto più straniante – un meme che circola su TikTok o Instagram.