«Non basta condannare le centinaia di assaltatori incappucciati armati di molotov, arrivati da molte parti d'Europa e sostenuti e organizzati da frange estremiste italiane; serve di nuovo far vedere che esiste una maggioranza silenziosa che vuole che si proceda con i lavori, rispettando i tempi e i costi previsti e utilizzando al meglio i fondi di compensazione». Con queste parole è stata rilanciata la manifestazione Pro Tav in programma a Torino il 27 settembre. Il raduno si svolgerà in piazza Palazzo di Città, davanti al municipio. L'iniziativa, dal titolo «No alla violenza, sì alla Tav», nasce da un appello sottoscritto da esponenti della società civile, della politica, dell'imprenditoria, del sindacato e dell'associazionismo. Tra i primi firmatari ci sono Igor Boni, Mino Giachino, Daniela Ruffino, Giorgio Merlo, Gianni Vernetti, Silvio Viale, Francesco Aglieri Rinella, Mariangela Ferrero, Claudia De Cicco, Oreste Gallo, Stefano Giuliano, Sara Levi Sacerdotti, Silvja Manzi, Samuele Moccia, Davide Neku, Cristina Peddis, Chiara Squarcione, Francesco Tesio e Andrea Turi. I promotori affermano che la nuova ferrovia Torino-Lione «sarà un volano di crescita economica e di posti di lavoro preziosi per i nostri territori» e ricordano che la data scelta per la manifestazione richiama il 27 settembre di 15 anni fa, quando a Parigi venne firmata un'intesa intergovernativa tra Italia e Francia finalizza alla realizzazione dell'opera.
Tornano in piazza i sì Tav a Torino: “No alla violenza, sì al treno che porterà crescita economica”
La data: il 27 settembre. Il motivo: «Vogliamo far vedere che esiste una maggioranza silenziosa che vuole che si proceda con i lavori»






