«Mi aspetterei che si unissero tutti alla piazza Sì Tav, per difendere le regole della democrazia e della nostra Costituzione dopo le violenze in Valle di Susa». Così il governatore Alberto Cirio torna sul tema di una manifestazione per dire Sì alla Torino-Lione, lanciata prima dall'ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino con i Radicali e poi dalla Cisl in seguito agli scontri di sabato 25 luglio. Manifestazione Sì Tav, Cirio: «Pronto a scendere in piazza» «Io non sono uno da manifestazioni di piazza - spiega - nel senso che ho sempre cercato di svolgere il mio lavoro all'interno delle istituzioni. È evidente, però, che ci sono temi sui quali bisogna farlo. Così come ero sceso in piazza per la Tav qualche anno fa e con i lavoratori di Mirafiori, allora Fiat e oggi Stellantis, per rivendicare il secondo modello, questo è un altro di quei momenti in cui sono pronto a farlo. Non solo per dire sì alla Tav, ma anche sì alla democrazia e alla libertà. Democrazia e libertà significano che, quando una scelta viene presa nel rispetto delle regole della democrazia rappresentativa - e la Tav l'hanno decisa il Parlamento, l'Europa e i governi, superando tutti i passaggi del confronto democratico - poi quell'opera va realizzata. Per carità, si può sempre dire di non essere d'accordo, ma non si può ostacolarne la realizzazione, perché significa andare contro l'interesse del proprio Paese». Si pensa al 27 settembre come data per l’iniziativa La data potrebbe essere il 27 settembre, anniversario della firma degli accordi con la Francia: «Quando si riterrà. Io sono sempre pronto, perché su questo tema bisogna dimostrare in modo inequivocabile due cose: primo, che le violenze vanno condannate sempre e senza alcuna esitazione; secondo, che su un'opera come questa non si fa il male solo di una valle. Guardate i dati del turismo: è impressionante il numero di disdette di persone che volevano trascorrere le vacanze in Valle di Susa e che ora non vengono più. Questo sta davvero compromettendo il futuro del territorio». La stoccata del governatore ad Avs, M5S e Pd dopo gli scontri Poi, la stoccata ai partiti contrari all'opera, come Alleanza verdi e sinistra e M5S. Ma anche a quel Pd che non ha ancora confermato la propria partecipazione: «Mi aspetterei che si unissero tutti - conclude Cirio - perché la democrazia è garantita dalle regole della nostra Costituzione. Quando queste regole vengono messe in discussione, credo dovremmo tutti scendere in piazza per difenderle. Non so se accadrà, ma quando si condannano violenze come quelle che abbiamo visto in Valle di Susa, la frase dovrebbe finire con un punto. Qualcuno continua a dire: «Condanno le violenze in Valle di Susa», poi aggiunge un “ma” quasi a volerle giustificare. La violenza non è mai giustificabile».