Torino. Il giorno dopo l’assalto ai cantieri dell’Alta Velocità, in Val di Susa è il momento della conta dei danni e delle denunce, con il governo pronto a utilizzare il decreto Sicurezza. Ma le proteste non si fermano: oggi in valle arriva il vicepremier Matteo Salvini e i No Tav già annunciano una manifestazione: «Lo accoglieremo a modo nostro».

Gli attivisti e l’intervento della polizia

Sarebbero almeno un centinaio gli attivisti del movimento responsabili di aver scavalcato e divelto le recinzioni del deposito in frazione Traduerivi, alle porte di Susa, poi lanciate sull’autostrada che da Torino porta a Bardonecchia, sabato rimasta chiusa al traffico per due ore. In questo momento la polizia è al lavoro per identificarli. Poi, partiranno le prime denunce. Sarà il primo test degli effetti del nuovo decreto Sicurezza, che ha introdotto il reato di blocco stradale e inasprito le pene per chi danneggia un bene con violenza: i giovani attivisti rischiano fino a cinque anni di carcere. «Quanto accaduto in Val di Susa è gravissimo e va condannato con fermezza – tuona il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo – Non è accettabile che la protesta sconfini nella violenza e in danneggiamenti che colpiscono tutta la collettività».