“Fratelli d’Italia ha sempre votato a favore delle preferenze”. Tocca al presidente dei senatori del partito guidato da Giorgia Meloni, Lucio Malan, spiegare nell’aula del Senato la motivazione del voto contrario, a nome di FdI, alla proposta unitaria del centrosinistra di introdurre nella nuova legge elettorale le preferenze pure. L’impresa è ardua. Malan parte con una annotazione che rimarca l’incoerenza del Partito Democratico. “Comprendiamo la strumentalità” della proposta delle opposizioni afferma Malan. “Noi tra un emendamento del Partito Democratico che strumentalmente e non al fine di avercele davvero propone l’introduzione delle preferenze e mantenere gli accordi all’interno della maggioranza che permettono la reintroduzione delle preferenze, noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola, introduciamo le preferenze e voteremo contro questo emendamento”.
Quello che non dice Malan è che l’accordo nella maggioranza prevede i capolista bloccati e sulle preferenze è Maurizio Gasparri ad entrare più nel dettaglio parlando durante il suo intervento, correttamente, d’introduzione “parziale delle preferenze”. Per il senatore azzurro il voto compatto del centrodestra contro le preferenze pure, proposte dai partiti di centrosinistra, dimostra che “quando governiamo, ragionano le coalizioni e la capacità di coesione e di sintesi anche sugli argomenti delicati ed impegnativi come questo”, arringa Gasparri in un crescendo di applausi dai banchi di destra di Palazzo Madama. “Noi siamo una coalizione e ciascuno sa fare anche delle rinunce o cercare delle mediazioni. Questa è la saggezza della politica. Noi oggi diamo prova d’intelligenza e di coesione”.












