Sulle preferenze la maggioranza torna a dividersi. A Fanpage.it il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli assicura che l’accordo sui capilista bloccati reggerà. Ma l’emendamento Pd sulle preferenze “pure” tenta il partito di Giorgia Meloni.

A cura di Marco Billeci e Giulia Casula

Sembrava chiuso l'accordo sulle preferenze dopo lo strappo dello scorso luglio, quando la maggioranza è andata sotto alla Camera per un solo voto. Lo è, almeno stando alle parole di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, che a Fanpage.it assicura: "Andremo con le nostre preferenze", ovvero quelle "temperate", con i capilista bloccati. Ma la sfida lanciata dal Pd a votare i loro subemendamenti sul tema sembra aver mandato in agitazione Fratelli d'Italia. La tentazione di votare la proposta dem sulle preferenze "pure", cioè libere dai paletti fissati da Forza Italia e Lega, c'è. Il voto è previsto nel pomeriggio dopo che si sarà conclusa la riunione di maggioranza con gli sherpa, i capigruppo di palazzo Madama, la ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati e il presidente della commissione Affari costituzionali Andrea De Priamo.

Il vertice sulla legge elettorale dovrebbe servire a sciogliere definitivamente il nodo sulle preferenze e scongiurare passi falsi in Aula. L'obiettivo è assicurarsi che la linea sul meccanismo dei capilista bloccati resti condivisa. Ma la situazione è tesa. Secondo quanto si apprende infatti, il governo starebbe valutando di non esprimere un parere contrario ma rimettersi all'Aula sui diversi. "Decideranno i senatori nell'autonomia del Senato. Noi siamo da sempre favorevoli alle preferenze. Mi auguro che tutto proceda come deve. Dal 1992 non si vota con le preferenze. Se tutto va bene l'anno prossimo nel 2027 gli italiani voteranno con le preferenze", dice Donzelli che parla di una "rivoluzione politica".