Il testo è sbarcato al Senato e tra i partiti al governo si è riaccesa la discussione sulle preferenze. FdI starebbe valutando alcuni emendamenti del Pd che ripropongono le preferenze anche per tutti gli eletti, senza i capilista bloccati. Una battaglia storica del partito di Meloni, sulla quale però Forza Italia alza il muro
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Riprende al Senato la discussione sulla legge elettorale, approdata in Aula tra varie tensioni, a partire dal braccio di ferro sulle preferenze pure in maggioranza, con FdI pronta, secondo le indiscrezioni che filtrano, a strappare con gli alleati valutando, in nome di una propria battaglia storica, il sostegno a una serie di emendamenti del Pd sulle preferenze pure (per tutti gli eletti e senza i capolista bloccati). Forza Italia ha replicato con una risposta netta al partito della premier richiamando alla lealtà di coalizione sull'argomento. "C'è un emendamento (del Pd, ndr) che ripropone le preferenze pure, senza liste bloccate, analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera. FdI a oggi ha introdotto delle preferenze meticce cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d'Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo", scrive su Fb Roberto Vannacci. "Ne va della coerenza di FdI", aggiunge. Martedì 15 il voto finale, il testo in Aula alla Camera il 28.












