mercoledì 15 luglio 20263' di letturaIl relatore di maggioranza della legge elettorale Angelo Rossi, deputato di Fratelli d'Italia, durante la seduta odierna, annuncerà il cambio di parere su due emendamenti sulle preferenze: uno a prima firma del vannacciano Edoardo Ziello, e uno sottoscritto dai deputati del gruppo misto Francesco Gallo e Luigi Marattin. Il parere, inizialmente contrario, sarà di 'remissione all'Aula'. La notizia, filtrata da ambienti della maggioranza, viene confermata all'agenzia Ansa dallo stesso Rossi.L'emendamento dei vannacciani è sulle preferenze e potrebbe cambiare le carte in tavola dopo il terremoto di martedì pomeriggio, quando la maggioranza è finita sotto per effetto del voto di 31 franchi tiratori. FdI, infatti, sta valutando di votare a favore. A quanto si apprende, infatti, l'orientamento nel partito delle premier Giorgia Meloni è quello di sostenere la proposta di modifica presentata dal deputato Ziello. Sull'emendamento i relatori e il governo hanno cambiato il parere: ieri era negativo, oggi si rimettono all'aula che, anche oggi, voterà a scrutinio segreto.La mossa ha spiazzato il centrosinistra. Botta e risposta tra Pd e Futuro Nazionale in aula. Poco prima del voto sull'emendamento Ziello sulla raccolta delle firme per presentare le liste elettorali, il deputato dem Federico Fornaro ha preso la parola: "Noi non voteremo nessun emendamento presentato da Futuro Nazionale né su questo né su futuri provvedimenti, non li voteremo né oggi né mai". Subito è arrivata la risposta di Ziello: "Questa dichiarazione per noi è una medaglia d'oro".Stessa posizione dal Movimento 5 Stelle. "Noi non possiamo tradire Giorgia Meloni, perché non ha mai avuto la nostra fiducia. Nelle nostre dichiarazioni di voto abbiamo spiegato che non potevamo votare un emendamento farlocco - ironizza il leader Giuseppe Conte -. Fratelli d'Italia sta facendo una grancassa, una caciara dicendo che loro volevano le preferenze, ma su questo hanno subito una sconfitta. Non una sconfitta degli elettori, chiariamo questo. Meloni ci ha messo la faccia e ha detto 'io voglio le preferenze', ma quell'emendamento prevedeva nomi prestampati con capilista bloccati. Queste non sono preferenze perché come prevedeva il nostro emendamento, che è stato bocciato, gli elettori devono essere liberi di scrivere il nome del candidato. Giorgia Meloni si è inventata la solita furbata per prendere in giro gli italiani". Il Movimento, spiega a L'aria che tira su La7, non voterà l'emendamento "perché non è accettabile in un contesto inaccettabile. E' una partita tra Fn e la maggioranza, se la giochino tra di loro". Roberto Vannacci, i cui uomini ieri sono stati accusati di aver "tradito" il centrodestra, oggi risponde da Civitanova Marche: "Ieri è successo che i badogliani del centrodestra hanno sparato alle spalle del proprio schieramento, con le munizioni che sono state loro fornite dal Partito Democratico che ha chiesto il voto segreto". Dal voto alla Camera "è emersa una realtà: nessuno vuole queste preferenze". "La politica - ha aggiunto - ha paura della sovranità popolare, ha paura che i cittadini scelgano i propri rappresentanti". Ma per Vannacci "la partita non è persa". "Oggi - ha spiegato - si vota l'emendamento di Futuro nazionale, che propone le preferenze senza capolista bloccato. E allora io dico a Meloni quello che ho già detto: tiri fuori gli attributi, vada in Parlamento, si chiami i capigruppo e facciamo approvare questa legge sulla preferenza che finalmente ridà la dignità al Parlamento". Nel mirino di Vannacci anche le opposizioni: "secondo me il camposanto ha dimostrato di non volere le preferenze", ha detto giocando sul riferimento al campo largo.