| 9 Settembre 2026 21:04 |
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Roma, 9 set. (askanews) -Alla vigilia dell’inizio delle votazioni in aula al Senato sulla legge elettorale, il tema delle preferenze torna a dividere il centrodestra. A far traballare il faticoso accordo di maggioranza raggiunto prima della pausa estiva, è un subemendamento presentato dal senatore Pd Nicola Irto che introduce nella riforma targata Meloni le preferenze pure al posto del meccanismo che prevede il capolista bloccato e tre preferenze scelte con le crocette in un elenco di sei candidati. I dem fanno sapere che Fratelli d’Italia lo prende in considerazione e sta valutando di votare a favore. Circostanza confermata da esponenti di spicco del partito della premier Giorgia Meloni che manda su tutte le furie Forza Italia e minaccia di far naufragare la riforma. Il tutto proprio nel giorno in cui la capigruppo della Camera fissa l’approdo in aula del testo al 28 ottobre garantendo il contingentamento dei tempi e un rapido ok nella prima metà di ottobre.
Votare un emendamento dell’opposizione “è una cosa talmente importante su cui non può che decidere la premier. Ma abbiamo difficoltà a non votare le preferenze”, spiega un senatore di Fdi ricordando che nel corso dell’esame alla Camera Fdi ha votato gli emendamenti di Vannacci sulle preferenze spaccando la maggioranza. La proposta, a scrutinio segreto, comunque non passò. Oggi, d’altronde, nel corso della discussione generale in aula al Senato, più di un intervento ha richiamato la premier alle coerenza. “Con le proposte presentate dalla maggioranza – ha detto il senatore Pd Pier Ferdinando Casini – le preferenze di fatto varrebbero parzialmente solo per i partiti maggiori. Non è una via decorosa e non credo faccia onore a una maggioranza la cui Presidente del Consiglio si è sempre espressa a favore delle preferenze”.












