(ANSA) - ROMA, 10 SET - Affrontare 'l'instabilità' della medicina contemporanea, segnata dall'ingresso pervasivo dell'intelligenza artificiale e dal vuoto normativo, che rischiano di alimentare l'esercizio abusivo della professione, e la dilatazione dei luoghi tradizionali della cura, dallo spazio fisico allo spazio virtuale dei social media e della telemedicina. È l'obiettivo del volume 'Etica e atto medico. Riflessioni e proposte' (Tab edizioni), a cura di Francesca Gambetti, e del parallelo 'Documento Atto Medico' promosso dall'Omceo (Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Roma), presentati oggi alla Camera dei deputati. Il fulcro dell'intera riflessione risiede in una distinzione netta e radicale tra 'prestazione sanitaria' e 'deliberazione clinica'. Se l'esecuzione concreta di procedure può essere condivisa o delegata all'interno di un'équipe multidisciplinare, il giudizio clinico, che integra evidenze scientifiche, valori etici e la narrazione del malato, rimane una prerogativa esclusiva, autonoma e non delegabile del medico, che ne risponde in via esclusiva sul piano morale e giuridico. "Questa impostazione non rappresenta una chiusura corporativa - spiega il presidente dell'Omceo Roma, Antonio Magi -. Al contrario, chiarisce le responsabilità per rendere più sicura e trasparente la collaborazione. Riconoscere l'autonomia delle altre professioni sanitarie e, nello stesso tempo, individuare ciò che non è delegabile nella decisione medica significa proteggere il paziente, evitare sovrapposizioni e garantire che ogni scelta sia assunta da chi possiede la specifica abilitazione, competenza e responsabilità". (ANSA).
Medicina e IA, in un documento la nuova definizione di 'atto medico'
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