(ANSA) - ROMA, 10 SET - "La riflessione" su etica e atto medico nell'era della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale "riguarda l'identità stessa della professione medica e assume particolare attualità in una fase di profonde trasformazioni scientifiche, tecnologiche, demografiche e organizzative. Il documento" che viene presentato oggi "nasce dall'esigenza di offrire una definizione aggiornata dell'atto medico, distinguendo la prestazione sanitaria, che è l'esecuzione concreta di una procedura, dalla deliberazione clinica che la precede e la orienta. In questa deliberazione trovano espressione l'autonomia, la responsabilità e la capacità di giudizio proprie della professione medica". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, al convegno 'Etica e atto medico. Riflessioni e proposte' alla Camera dei deputati, promosso dall'Ordine dei medici di Roma, dove ha sottolineato come "le tecnologie possono sostenere l'attività professionale, non sostituire il giudizio clinico". "È questa la linea che stiamo seguendo come ministero della Salute - ha spiegato Schillaci -: investire nell'innovazione, nella digitalizzazione, mantenere, però, il professionista sanitario al centro dei processi decisionali e, sempre, la tecnologia al servizio della persona". Per Schillaci, "questo significa investire nelle persone, nella formazione, nelle condizioni in cui ogni giorno i medici esercitano la professione. È una priorità dell'azione che stiamo portando avanti per rafforzare il Servizio sanitario nazionale e mettere i medici nelle condizioni di esprimere pienamente le proprie competenze e di dedicare alla cura il tempo necessario". "Allo stesso tempo stiamo rafforzando l'assistenza territoriale, con le Case della Comunità e lo sviluppo delle cure domiciliari - ha aggiunto il ministro -. È una visione coerente con quello che è il principio dell'umanizzazione delle cure, che abbiamo voluto fortemente e che, tra l'altro, abbiamo voluto rafforzare anche nella legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, valorizzando la bioetica clinica come strumento di umanizzazione". (ANSA).