Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’Unione europea blocca le importazioni di carne dal Brasile, una scelta che seppur condivisa, crea qualche problema di approvvigionamento all’Italia. Dal tre settembre l'Ue ha sospeso le importazioni di carne bovina, pollame, uova, miele e altri prodotti animali dal Brasile, per le insufficienti garanzie sui controlli e sull'uso di antimicrobici negli allevamenti. Una decisione accolta come vittoria dal fronte agricolo, ma che apre un fronte critico per l'industria di trasformazione, in primis la bresaola.

«È una questione più burocratica che tecnica», spiega a ItaliaOggi Davide Calderone, direttore di Assica.

L'impatto sulla produzione di bresaola e sui prezzi

«È una notizia non inattesa. Il Brasile infatti non ha ancora un piano di controllo pubblico completo che certifichi l'assenza di residui: manca il sistema di tracciabilità, non la sicurezza della carne, e non è riuscito a realizzarlo in tempo». Tra tutte le produzione italiane, quello della bresaola è il nodo più pesante.

«Circa il 60% della materia prima arriva dal Brasile, difficile da sostituire con Uruguay e Argentina. Le scorte reggeranno qualche mese, ma si profila una stretta sull'offerta e un rialzo dei prezzi, in un comparto già segnato dai rincari», evidenzia Calderone. Che chiosa: «Spero in una soluzione entro fine anno anche perché l’Italia, come l’Europa, deve importare carne per circa il 50% in quanto non autosufficiente».