La carne brasiliana non rispetta i criteri sanitari dell’Unione europea: mancano le garanzie sull’uso di antibiotici o promotori della crescita negli allevamenti. Dal 3 settembre, quindi, l’Ue non importerà più carne dal Paese sudamericano, fino a quanto Brasilia non garantirà l’allineamento agli standard europei. La decisione, approvata già prima dell’estate, dopo che a maggio il Brasile era stato rimosso dall’elenco europeo dei Paesi che rispettano le regole dell’Unione contro l’uso improprio di antibiotici negli allevamenti, è stata confermata nei giorni scorsi dalla Commissione europea. A maggio, la Commissione europea aveva contestato al Brasile l’assenza di sufficienti garanzie sui controlli relativi all’impiego degli antimicrobici nella filiera produttiva. Si parla di sostanze che in Europa sono vietate da oltre 20 anni. Il provvedimento riguarda le carni bovine, equine e avicole, ma anche altre categorie, come prodotti dell’acquacoltura, uova, miele e budella. Lo stop potrà essere revocato se il Brasile dimostrerà di avere controlli conformi. Nel frattempo, però, si pone un problema: circa l’80 per cento della materia prima utilizzata per la Bresaola della Valtellina Igp proviene da Paesi extra-Ue. E si tratta, in particolare, di carne di zebù proveniente dal Sudamerica.