Che le donne sopportino meglio il dolore rispetto agli uomini e siano più pazienti e volitive, è certificato dalla storia universale. Un approfondimento del sito della BBC, corredato di alcuni dati scientifici, ha messo in evidenza un altro aspetto in cui il sesso femminile sembra più forte: quello della resistenza nelle ultramaratone. Alcuni recenti risultati hanno infatti documentato l’exploit delle donne in queste specialità massacranti. Nell’estate 2025, al primo e secondo posto della Montane Summer Spine Race (431 km in sei tappe), la corsa che va dal Derbyshire alla Scozia e attraversa alcuni il Peak District, i monti Pennini, la regione del Vallo di Adriano, la foresta di Kielder e le colline Cheviot, percorrendo sentieri remoti, brughiere e dislivelli importanti, hanno trionfato due donne: la britannica Anna Torp con il tempo di 84h, 56 minuti e 37 secondi e l’olandese Irene Kinnegim, seconda, che ha impiegato 90 ore, 58 minuti e 8 secondi. Al terzo posto, con un ritardo di quasi sette ore, il britannico Shane Morgan.

Lo scorso maggio, la statunitense Rachel Entrekin si è imposta nella classifica generale (uomini e donne) della Cocodona 250, in Arizona, stabilendo il nuovo record della gara con il tempo di 56 ore, 9 minuti e 48 secondi. Entrekin aveva già trionfato nelle prove femminili del 2024 e del 2025. La BBC ha rivelato che ha dormito appena 19 minuti e si è alimentata con purè di patate. “Quando ho preso il comando della corsa, mi sono chiesta ‘perché non io? e questa riflessione mi ha dato un’enorme carica. Le vibrazioni sono state importanti”, le dichiarazioni all’arrivo. Rachel ha 35 anni, è dottoressa in fisioterapia e ha iniziato a correre le ultramaratone nel 2013.