La maratona ideale è quella corsa a ritmo costante o, meglio ancora, se possibile, quella in cui la seconda metà di gara è leggermente più veloce della prima (con il cosiddetto negative split). Nella pratica, in genere, solo atleti ben allenati, veterani della corsa, e professionisti riescono a farlo. In tanti casi, soprattutto tra i principianti, è più probabile osservare un rallentamento via via che scorrono i km. Un fenomeno che, dati alla mano, è più frequente tra gli uomini che nelle donne. Piccola rivincita per le donne, mediamente più lente.

Il dato emerge dall’analisi dei tempi di percorrenza di migliaia di runner, in una delle maratone considerate tra le più veloci al mondo, quella di Berlino (tra le prime della stagione autunnale). In totale i ricercatori, raccontano su Scientific Reports, hanno analizzato tempi e passaggi (nelle gare podistiche più lunghe, come la maratona appunto, i tempi sono registrati a intervalli regolari, in genere ogni 5 km) di oltre 870 mila finisher (per tre quarti uomini), che hanno corso la maratona tra gli anni 1999 e 2025. Non si tratta solo di un’analisi puramente numerica e di performance, spiegano gli autori in apertura del loro articolo: la tenuta in termini di velocità potrebbe essere interpretata come un riflesso delle tendenze comportamentali di uomini e donne. I primi sarebbero in qualche modo più propensi al rischio – come quello di crollare dopo qualche km – le seconde avrebbero in qualche modo un atteggiamento più conservativo, con maggiori capacità di autogestione scrivono gli esperti.