di
Filippo Di Biasi
In arrivo dall’Europa un aiuto ai Comuni, paletti per le aree di «stress abitativo»
Un assist alle politiche di Palazzo Vecchio contro le locazioni brevi per turisti arriva dall’Europa. La Commissione si sta muovendo contro gli affitti in stile airbnb. O meglio, si muove a tutela dell’«abitare abbordabile». Quando è dimostrabile che i prezzi troppo alti dipendono dalle locazioni brevi, la direttiva allo studio darebbe alle amministrazioni locali degli strumenti per quantificare lo «stress abitativo» e intervenire.Si tratta dell’affordable housing act, che è stato diffuso il 9 settembre. Il documento è ancora una proposta e l’obbiettivo è farlo diventare una direttiva. Cioè un atto emanato dall’Ue che vincola gli stati membri a raggiungere il risultato indicato, lasciando invece margine ai singoli governi sugli strumenti da usare. Infatti il documento si concentra soprattutto su come individuare le zone più a rischio. La bozza di regolamento fissa diversi parametri. Il primo ha a che fare con il rapporto tra il reddito medio pro capite di una zona e il prezzo medio di vendita delle case nella stessa zona. Se il tasso è superiore a 8 possono scattare i divieti fra cui il limite agli affitti brevi, lo stop all’acquisto di seconde case. Ma in nessun caso i divieti possono colpire gli affitti brevi temporanei fatti nella propria prima casa di residenza.












