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«Per quanto diplomatico voglia essere, trovo incomprensibile manifestare contro una legge che combatte l’antisemitismo. E se lo si fa con le bandiere di Hezbollah, o di altri gruppi terroristici, è evidente che si sta sostenendo il terrorismo contro Israele, non una nobile ragione». Lo afferma Jonathan Peled, ambasciatore d’Israele in Italia, durante un colloquio con Il Tempo nel giorno del sit-in contro il ddl Antisemitismo davanti a Montecitorio dove sono coparse bandiere di Hezbollah, di Hamas e del Fronte popolare della liberazione della Palestina.

Che cosa risponde a chi sostiene che il disegno di legge censuri le critiche a Israele?

«È una questione interna italiana. Il testo, presentato da sinistra e destra, dimostra un ampio consenso sulla necessità di combattere l’antisemitismo, a beneficio della società italiana e degli ebrei che vi abitano. Dovrebbe essere un tema apolitico: riguarda il diritto dei cittadini a vivere in sicurezza. Trovo singolare che l’Italia sia stata tra i principali partecipanti alla conferenza dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, l’IHRA, e che il secondo governo Conte ne abbia adottato la definizione e i relativi esempi. Ora parte della sinistra protesta contro una decisione assunta dalla stessa sinistra. Ci preoccupa vedere in queste manifestazioni alcuni esponenti della sinistra, già comparsi pubblicamente accanto a Mohammad Hannoun, partecipare a queste manifestazioni. Per noi è molto strano».