“È una legge negazionista quella che ci accingiamo ad approvare in Italia. Va a mettere a tacere la protesta e l’emergere delle prove che quello che è in atto da tre anni è un genocidio”. Nicola Perugini, professore di relazioni internazionali all’università di Edimburgo, non ha paura di chiamare in causa la destra di Meloni, ma anche la Lega, Forza Italia e una parte del Pd come responsabili del tentativo di mettere la museruola alla critica del genocidio di Israele attraverso il disegno di legge sull’antisemitismo, che adotta la definizione dell’International holocaust remembrance alliance (Ihra) e che verrà discusso oggi, 9 settembre, alla Commissione affari costituzionali della Camera. Il Fatto Quotidiano ha intervistato Perugini, tra i docenti che hanno promosso un appello contro l’introduzione della definizione dell’Ihra, sottoscritta da oltre tremila accademici.
Professore, perché è così pericolosa quella definizione?
Perché rischia di mettere il silenziatore a tutte le forme di critica delle politiche israeliane e di sminuire la lotta all’antisemitismo, in quanto rischia di introdurre dentro la categoria di antisemitismo critiche di natura politica.
Quanti paesi dell’Unione Europea hanno adottato questa definizione?















