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Ultimo aggiornamento: 7:06
Come si fa a non notare la coincidenza tra l’iperattivismo parlamentare degli ultimi tempi per contrastare l’antisemitismo e la cronologia del genocidio a Gaza? Il ddl Delrio è solo l’ultimo arrivato, ma il primo, a firma del leghista Leone, venne depositato due giorni dopo la prima udienza contro Israele alla ICJ dell’Aia, nel caso portato dal Sudafrica. Sospetto a mio avviso quel tempismo, e quello degli altri sul ddl, così come sono sospette le reali intenzioni del blocco politico trasversale: qual è l’obiettivo?
Le motivazioni addotte, francamente, fanno acqua da tutte le parti. E con tutto il rispetto e la sensibilità per la comunità ebraica, è difficile sostenere che, numeri alla mano, l’antisemitismo sia oggi l’emergenza principale in Italia: il punto è che l’antisemitismo è un tema posto con la forza in cima all’agenda da quasi tutto l’arco parlamentare, come se l’impennata dei crimini d’odio, veicolati soprattutto dal web, non sia un fenomeno strutturale ma un qualcosa che riguarda e colpisce solo gli ebrei.
Prendiamo le campagne d’odio contro musulmani, rom, persone LGBTIQ e migranti: sono alimentate quotidianamente da politici nazionali e figure istituzionali, senza che questo generi alcuna mobilitazione per una tutela speciale. Vi ricordate,- l’altro ieri – come venivano derisi e linciati commentatori, opinionisti e accademici che parlavano di “razzismo strutturale”, “patriarcato” e persecuzione nei confronti dei musulmani? Abbiamo una lunga lista di rappresentanti istituzionali di ogni ordine e grado che, ogni giorno, passano il tempo a fomentare odio contro gruppi ben precisi, senza che alcuna legge speciale venga pensata per proteggere quelle categorie. Vi immaginate un parlamentare che presentasse un ddl a tutela della comunità Rom?








