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19 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:35

di Luca Grandicelli

Nel dibattito italiano delle ultime settimane è spesso sembrato che la proposta di legge del Senatore Graziano Delrio sia piovuta dal cielo in un cortile ben recintato da un folto gruppo di riformisti del Partito Democratico. Molti infatti hanno sostenuto la tesi per la quale tale ddl sia mezzo propedeutico a predisporre un piano di convergenza concettuale tra antisemitismo e antisionismo, sebbene il punto non sia assolutamente accademico, quanto piuttosto politico: nessuno sembra infatti voler constatare il rischio concreto che la nostra democrazia si doti di uno strumento capace di comprimere le libertà fondamentali nel nome della lotta all’antisemitismo. Un rischio, peraltro, già verificatosi altrove, documentato e misurabile, che oggi torna a bussare alla porta del Parlamento forte della necessità, agitata da molti settori politici e mediatici, di porre un rimedio al sempre più crescente sentimento anti-israeliano che sta attraversando l’Italia.