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Ultimo aggiornamento: 19:19

In Commissione Affari costituzionali i ddl sull’antisemitismo sono diventati cinque. Ieri se n’è aggiunto uno di Noi Moderati, con Mariastella Gelmini. In arrivo anche uno del Movimento M5S (testo a prima firma di Alessandra Maiorino). Si vanno ad aggiungere agli altri 4 presenti: quello a titolo personale del dem Graziano Delrio, quelli di FI a firma Maurizio Gasparri, di Iv a firma Ivan Scalfarotto e quello della Lega a firma Massimiliano Romeo.

Il Nazareno ha preso le distanze dal disegno di legge di Delrio, ma dell’annunciatissimo testo del Pd al quale sta lavorando Andrea Giorgis, ancora non c’è traccia. Segno evidente del fatto che il Pd è in difficoltà e che arrivare a un punto di mediazione sul tema non è affatto facile. In un primo momento si era parlato di un testo che tenesse insieme non solo l’antisemitismo, ma l’odio in generale. Si era ventilata un’assemblea dei parlamentari dem la settimana scorsa per discuterne, ma poi non si è fatta. Meglio prendere tempo ed evitare ulteriori spaccature sul tema.

Ieri, intanto, c’è stata un’altra mattinata di audizioni in Commissione. Doveva essere l’ultima tornata ma Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs, è pronto a chiedere di sentire altri esperti. A intervenire, tra gli altri, Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche e David Meghnagi, storico della Shoah. La maggioranza degli esperti, chiamati dal centrodestra, si è espressa a favore della definizione dell’antisemitismo dell’Ihra (Alleanza Internazionale per la memoria dell’Olocausto), che recita così: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto”. La base per dire che non si può criticare neanche Netanyahu e il governo israeliano.