Una iniziativa legislativa per contrastare l'antisemitismo è "indifferibile e urgente" alla luce dei continui episodi contro "gli ebrei in quanto tali" che oggi soffrono "gravi limitazioni e pericoli, anche alla vita".
Lo scrive in una lettera ai componenti della commissione Affari costituzionali e ai firmatari dei ddl sull'antisemitismo Noemi Di Segni, presidente della Unione delle comunità ebraiche in Italia (Ucoi), in vista dell'audizione in programma domani.
Di Segni - nella lettera che l'ANSA ha visionato - rivendica il ruolo di legittima rappresentante dell'ebraismo italiano, essendo l'Ucoi firmataria dell'Intesa con lo Stato.
"Il dibattito tecnico legale sulle misure più urgenti e auspicatamene efficaci - si legge ancora nella lettera - deve svolgersi nell'aula parlamentare".
"Con rammarico invece evidenziamo che numerosissime interviste e dichiarazioni apparse sulla stampa e social media esprimono - nei titoli e nei contenuti - concetti e conclusioni che non trovano riscontro nelle proposte contenute nei diversi DDL, nella definizione di IHRA di antisemitismo, nelle categorie storiche e politiche relativi alle vicende del popolo ebraico, allo Stato di Israele e alla Shoa. E non solo, rappresentano spesso una dialettica tra gruppi parlamentari e politici o portatori di interessi particolari che difficilmente riflette una sincera e preoccupata attenzione alla gravità dei fenomeni di odio antisemita". "La distorsione forse più acuta - osserva Di Segni - riguarda la definizione stessa di antisemitismo e come si rapporta al concetto di antisionismo. Se e come il concetto di "antisionismo" è invece solo "anti-israelianismo" e in che termini la critica alle politiche di un governo diventa abuso e delegittimazione. Cosa sia in generale il sionismo come movimento storico, con diverse espressioni e correnti, che riguarda il rapporto tra ebrei, la terra e lo Stato di Israele.






