Passa il disegno di legge contro l’Antisemitismo in prima lettura al Senato. Ma con il voto contrario di M5S, Avs e Pd, ad eccezione di sei senatori dem che, senza polemiche con chi guida, ma proprio non se la sentivano di votare contro una proposta che, peraltro, era nata da un senatore del Pd, Graziano Delrio, protagonista di una iniziativa prima scomunicata dai vertici poi accetta ma con una serie di condizioni e cambiamenti. E così, nonostante la mitezza con cui i sei spiegano il loro voto, la ferita emerge. E indica un punto dolente per il centrosinistra, per il Pd. Ne sanno qualcosa i tanti ebrei che, pure, militano nel Pd, come Emanuele Fiano. C’è un problema con Israele. C’è un problema a sinistra. Chi più chi meno.

Si fatica a stare dalla parte di Israele, quando la causa palestinese è diventata il simbolo del mainstream progressista. M5S e Avs votano addirittura contro. Il Pd si astiene. Iv, Azione e i sei senatori dem votano a favore. La legge passa con 105 sì, 24 contrari e 21 astenuti. A chiarire i motivi del voto in dissenso dal gruppo è proprio Delrio che spiega la vicenda così: «Alcuni senatori del Partito Democratico votano a favore non tanto in contestazione con il partito, ma perché crediamo che questo provvedimento rompa un silenzio della cultura democratica che non ha discusso abbastanza di questa emergenza. Alcuni di noi ritengono che sia meglio fare un piccolo passo avanti, con un’assunzione di responsabilità che aspettare tempi migliori», spiega l’ex ministro, favorevole alla legge.