Da un anno è l’ambasciatore di Israele in Italia. Jonathan Peled si trova a Venezia nel giorno in cui Tel Aviv avvia il reclutamento di 60.000 riservisti per lanciare l’offensiva su Gaza City in piena crisi umanitaria. «Stiamo preparando l'opzione militare come alternativa alla soluzione politico-diplomatica», dichiara al Gazzettino.

Cosa risponde alle oltre 5.000 persone che sabato scorso al Lido hanno marciato per chiedere la pace?

«Tutti noi siamo per la pace. Non ho problemi con le proteste per i palestinesi. Ma è importante che nelle manifestazioni non vengano utilizzati slogan a favore dell'eliminazione dello Stato di Israele. Inoltre, è fondamentale che queste iniziative non siano a favore di Hamas, perché Hamas è una organizzazione terroristica che agisce contro i palestinesi, Israele e l'Occidente. Sfortunatamente a volte le persone non capiscono ciò per cui, e contro cui, stanno protestando. È importante conoscere i fatti e capire che Israele sta combattendo la guerra per l'Occidente contro Hamas e contro l'estremismo e il terrorismo islamico radicale».

Perché si trova a Venezia?

«Ho incontrato il sindaco Luigi Brugnaro, il prefetto Darco Pellos, i vertici dello Iuav, della Comunità Ebraica e di alcune associazioni. Abbiamo una presenza molto importante a Venezia, città di libertà, dialogo e pace. Perciò è stato importante per me poter spiegare come vogliamo continuare a lavorare insieme anche nell’ambito della cultura, dell’arte e del cinema».