TRIESTE - Jonathan Peled era in tribuna allo stadio di Udine, dove ha assistito alla sconfitta della sua Nazionale. «Innanzi tutto congratulazioni all'Italia: ha giocato meglio e spero che riesca ad arrivare al Mondiale. Sfortunatamente invece Israele, pur avendo buoni calciatori, non ha disputato la partita che ci aspettavamo. Ma questo è lo sport, vorrà dire che giocheremo meglio la prossima volta», dice l’ambasciatore di Israele in Italia, a Trieste per una serie di colloqui con la Comunità ebraica e le autorità sia locali che regionali. A cominciare dal presidente Massimiliano Fedriga, che ha voluto «rinnovare la vicinanza della Regione Friuli Venezia Giulia allo Stato di Israele in questo particolare momento».

Il suo Paese è stato però duramente contestato dalle migliaia di attivisti durante il corteo che ha preceduto la sfida calcistica. Cosa pensa dei disordini attuati da una frangia violenta di manifestanti, culminati in ferimenti e arresti?

«Penso che questa sia una situazione barbarica, che non ha niente a che vedere con i palestinesi o con l'aiutare Gaza. Questo è solo giocare all'anarchismo, credo nemmeno contro Israele, ma contro il sistema. Ferire poliziotti e giornalisti non ha nulla a che vedere con lo sport, con Israele o con la guerra a Gaza. Quanto alle manifestazioni pacifiche, sono comunque sorpreso e deluso che dopo un accordo di pace e un cessate il fuoco, nonché il piano di Trump che è stato avallato praticamente da tutta la comunità internazionale, dal mondo arabo, dall'Italia, queste proteste continuino. Per me è la prova che queste proteste non c’entrano niente con l'essere pro-palestinesi: fin dall'inizio questi contestatori sono sempre stati semplicemente contro Israele».