dalla nostra inviata

UDINE - Non serve aspettare il 43', quando l'arbitro Clément Turpin estrae il primo giallo della partita, ammonizione per Dan Biton. Per veder mostrare il cartellino (rosso) a Israele, ancora prima della sconfitta patita con l'Italia, basta seguire i manifestanti (quasi 9.000 secondo la Questura, oltre 15.000 stando ai proPal) che nel pomeriggio riempiono il centro di Udine tra le piazze della Repubblica e Primo Maggio, dove in serata scoppia una furiosa lite tra i partecipanti al corteo "Show Israel the red card". «Andiamo allo stadio», grida una frangia italo-magrebina di 500 esagitati, puntando a sfondare il cordone; «Ma che c... fate?», urlano gli organizzatori con la pettorina gialla, provando a trattenerli per la kefiah. Intervengono le forze dell'ordine e scoppiano i tafferugli, tanto che due giornalisti e un poliziotto rimangono feriti mentre una decina di attivisti vengono fermati. Nel momento in cui associazioni e famiglie manifestano pacificamente, gli agenti lanciano gli idranti e gli attivisti sparano i petardi. Da un lato partono le cariche con i manganelli e dall'altro volano le pietre fra le transenne, con i black bloc che di fatto sovrastano il momento in cui 40 donne della Carnia srotolano il sudario di 27 metri per 7 da 11 chili su cui hanno scritto a mano «i nomi dei 18.457 bambini morti a Gaza».