Lungo il percorso vie deserte e serrande abbassate. Nel pomeriggio la piazza, nonostante la tregua nella Striscia di Gaza, ha continuato a chiedere la cancellazione dello Stato ebraico: «Palestina libera dal fiume al mare». In una città blindata, con l’area dello stadio zona rossa, in centro è andata in scena l’ennesima protesta con un corteo che ha sfilato accompagnato da presìdi in altre piazze italiane. Il copione sempre lo stesso, con l’aggiunta della richiesta di liberazione per Marwan Barghouti, leader di Fatah all’ergastolo in Israele, che Hamas ha inserito tra le richieste di scambio con gli ostaggi. Dalla tarda mattinata, mentre le nazionali di calcio, blindate fino al fischio d’inizio, si preparavano all’incontro che si è disputato ieri sera alle 20.45, a Udine è stato predisposto un imponente dispositivo di sicurezza: tombini saldati lungo il percorso del corteo, filtri di polizia per intercettare eventuali deviazioni dal tracciato autorizzato e negozi chiusi per precauzione. Anche FdI e Lega hanno chiuso le sezioni cittadine.
Udine, ancora guerriglia ProPal: scontri durante Italia-Israele
Prima il corteo e poi, come sempre, il tentativo di forzare il cordone delle forze dell’ordine per innescare le tensioni. Ieri sera, a Udine, un...











