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Ultimo aggiornamento: 22:00

“Italia-Israele non si doveva giocare”. Le parole sono state scandite al megafono ancora prima che il corteo pro Pal lungo le vie di Udine avesse inizio. Poi, a fine manifestazione e con la partita in corso, gli scontri in strada con le forze dell’ordine. Durante i quali un giornalista è rimasto ferito riportando “un trauma cranico importante“: è stato trasferito d’urgenza in ospedale. Sono stati migliaia i manifestanti, provenienti anche da fuori regione, che hanno affollato il centro città per dire no al match valevole per la qualificazione ai Mondiali disputato allo stadio Friuli. Imponente la macchina della sicurezza, in centro come allo stadio, dove i controlli, per chi ha comprato un biglietto per assistere alla partita, sono stati rigorosi.

I momenti di tensione si sono registrati al punto di arrivo della manifestazione, in piazza I Maggio, dove dopo le 20 una parte dei manifestanti ha tentato di sfondare il cordone di polizia per andare oltre con l’intenzione di raggiungere lo stadio. Una volta respinti, i manifestanti si sono diretti verso un altro possibile varco. Contro la polizia sono stati lanciati petardi e le forze dell’ordine hanno risposto con un cordone di agenti in tenuta antisommossa e gli idranti. Poi in via della Vittoria alcuni manifestanti hanno sollevato transenne per colpire i blindati della polizia. Le forze dell’ordine in tenuta anti sommossa con manganello e scudo hanno risposto respingendoli. Sono stati lanciati anche lacrimogeni. Molti manifestanti pro Pal, travisati e al grido di ‘Intifada’, hanno divelto le coperture di quasi tutti i tombini e numerosi cartelli stradali della piazza. Diversi i feriti.