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Tra il 1985 e il 1995, in provincia di Modena, ci fu una serie di omicidi di donne. I giornali li attribuirono a un unico serial killer soprannominato il “mostro di Modena”, ma quell’ipotesi non venne mai confermata e i casi furono tutti archiviati. Ora però, dopo trent’anni, le indagini potrebbero ricominciare.

L’avvocata Barbara Iannuccelli, per conto del fratello di una delle vittime, Anna Maria Palermo, ha presentato alla procura di Modena un’istanza formale di revisione a cui si sono poi associate le famiglie di altre quattro vittime, rappresentate sempre da Iannuccelli. La richiesta si basa sui reperti ritrovati accanto ai cadaveri. Nei giorni scorsi, su richiesta della procura, gli investigatori sono andati all’Istituto di medicina legale dove sono conservati i reperti di quei delitti. Secondo Iannuccelli è in corso la rilettura di tutti gli atti d’indagine e la scelta del materiale da riesaminare, anche se l’indagine non è stata ufficialmente riaperta.

A collegare tra loro le morti e a ipotizzare l’esistenza di un serial killer fu un cronista della Gazzetta di Modena, Pier Luigi Salinaro, che notò alcune coincidenze tra i diversi omicidi, ma con qualche forzatura: coinvolgevano giovani donne che si prostituivano e che avevano a che fare con il consumo di eroina, e quasi tutti erano avvenuti ogni due anni, con delle eccezioni. La maggioranza delle donne era stata strangolata, ma due di loro erano state accoltellate e una colpita con una pietra alla testa.