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Si va verso la riapertura delle indagini sul "Mostro di Modena" e sulle morti di 8 donne ammazzate in 10 anni, dal 1985 al 1995. I vecchi reperti risalenti agli anni in cui sono stati commessi i delitti saranno analizzati con le nuove tecniche. Nei giorni scorsi, in vista dell'avvio, i carabinieri sono stati nell'Istituto di Medicina Generale.

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"Non abbiamo la presunzione di indicare chi è stato, ma abbiamo studiato e abbiamo chiesto l'analisi dei reperti dell'epoca con le nuove tecniche", spiega a LaPresse l'avvocata Barbara Iannuccelli, che rappresenta le famiglie di 5 delle 10 vittime. "Dall'elenco dei reperti, per esempio, è emerso che nella mano di Claudia Santachiara vi fossero tre capelli. All'epoca l'esame del DNA non fu possibile perché non esisteva, oggi invece sì. E così anche per il sasso utilizzato per uccidere Anna Maria Palermo”. E così Iannuccelli ha presentato istanza per accedere ai reperti da sottoporre a nuove analisi. L'avvocata rappresenta 5 famiglie delle vittime: Anna Maria Palermo, Marina Balboni, Giovanna Marchetti, Donatella Guerra e Claudia Santachiara.