Modena, 6 settembre 2026 – Dieci vittime, dieci corpi martoriati di giovani donne e nessun colpevole. A distanza di 40 anni e oltre da quella scia di delitti che sconvolse Modena ora si riapre il caso ‘Mostro di Modena’.
Le indagini riprendono da dove si erano fermate ma avvalendosi di tecniche ben diverse, scientifiche e non solo tradizionali che potranno fornire una nuova chiave di lettura e, si spera, elementi utili ad individuare il mostro o i mostri che tra il 1985 e il 1995 si macchiarono le mani di sangue.
Uccise a coltellate, colpi di pietra o strangolandole
Le giovani donne, tutte lucciole o ragazze tossicodipendenti furono ammazzate a coltellate, colpi di pietra o strangolandole. Alcune si conoscevano, frequentavano i medesimi ambienti, si rifornivano di droga dagli stessi fornitori. Perchè riaprire il caso proprio oggi? Perchè le ferite nel cuore di fratelli, sorelle, cugini delle giovani vittime continuano a sanguinare. È stato proprio su impulso di una prima ‘famiglia coraggio’ che tutto è partito: i parenti di Anna Maria Palermo, trovata morta il 26 gennaio 1994, hanno presentato nei mesi scorsi un’istanza di riapertura del caso attraverso l’avvocato Barbara Iannuccelli ma, da quel momento, anche le sorelle, i fratelli e il cugino di altre quattro ragazze si sono rivolte alla legale che sta predisponendo proprio in queste ore le ultime istanze.










