di
Francesca Basso
Limitazioni dove i costi degli alloggi superano di otto volte il reddito. Pd favorevole, i dubbi M5S
La proposta per limitare gli alloggi brevi nelle aree in cui c’è un problema di accessibilità alla casa — particolarmente grave nelle grandi città, nelle aree metropolitane e nelle località turistiche — presentata ieri dal commissario Dan Jørgensen, che ha la delega alle Politiche abitative, e dalla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha fatto discutere ancora prima che venisse adottata dal Collegio dei Commissari, con il centrodestra, le destre e le associazioni di categoria che si sono subito messe di traverso. E anche ieri le polemiche non sono mancate. Ma «la mancanza di alloggi a prezzi accessibili è motivo di preoccupazione per moltissimi cittadini europei. I lavoratori essenziali e gli studenti non possono permettersi di vivere nei luoghi in cui lavorano e studiano» ha commentato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sottolineando che «soprattutto, è una questione di equità».
L’ Affordable Housing Act , fortemente voluto dai socialisti, è il regolamento con cui Bruxelles intende dare alle amministrazioni un quadro comune per intervenire nei mercati immobiliari più sotto pressione e rispondere così all’incertezza giuridica. In pratica dà un aiuto agli amministratori locali portati in tribunale sulla base delle regole del mercato interno da parte di proprietari e gestori di affitti quando vengono introdotte limitazioni alle locazioni turistiche. La proposta dà alle autorità locali la possibilità di intervenire su affitti brevi nelle seconde case e acquisti di terreni in zone in stress abitativo ma non tocca la prima casa.











