di
Benedetta Moro
Quasi 1.500 risposte alla call del Corriere sulla prevenzione dei femminicidi. Ecco alcune delle proposte più innovative arrivate dai lettori
Una domanda su tutte: che cosa fare ancora per prevenire i femminicidi? Al quesito lanciato dal Corriere lettrici e lettori hanno inviato in pochi giorni, tramite un form sul sito, quasi 1.500 risposte. Una partecipazione estesa, emotiva, sentita. Idee nate dall’esperienza personale oppure dalla riflessione sui fatti di cronaca che continuano a riempire le pagine dei quotidiani. Sono tutte risposte articolate. Alcune ricalcano misure esistenti, altre provano a intervenire su nervi ancora scoperti. Ne abbiamo iniziato a selezionare alcune tra le più forti e innovative e, assieme a quelle che ancora arriveranno (per partecipare, leggere sotto), le sottoporremo agli esperti per valutarne la fattibilità e poi alla politica. Con un obiettivo: a fronte delle continue tragedie, provare a trovare ulteriori soluzioni, oltre a quelle già importanti che si sono percorse (e si continuano altrove a percorrere), per dare tutela e sicurezza alle donne, dando voce alle idee dei lettori. Qui pubblichiamo una prima sintesi.Prevenzione Un nuovo servizio telefonico a livello nazionale non per le vittime ma per gli aggressori, per gli uomini che si sentono in preda alla rabbia e alla disperazione, operato da personale preparato per fornire un appiglio, uno sfogo, un ascolto, per aiutare prima che sia troppo tardi. (Lettera firmata)









