Parla Luca Sforzini, cacciato da Futuro Nazionale: leale collaborazione? Chiedete a Salvini. «Il programma ora insegue un integralismo cattolico fuori dal tempo»
Il piano di Roberto Vannacci prevede di «fagocitare» Giorgia Meloni. «A Palazzo Chigi vuole andarci lui», giura Luca Sforzini, ideologo di Futuro Nazionale recentemente cacciato dal generale. Che in effetti nei giorni scorsi ha detto che la premier «sarebbe un ottimo presidente della Repubblica». Anche se la sua elezione al Quirinale nella prossima legislatura libererebbe chiaramente un posto alla presidenza del Consiglio per lui. Sforzini, cacciato dopo una lite con il “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini a Milano, dice oggi a La Stampa che pensava a Vannacci «come a un De Gaulle italiano. Mi sono sbagliato di grosso».
L’ex ideologo e il generale
Sforzini dice di venire «dalla covata di Antonio Del Pennino, Pri milanese, vicesindaco ai tempi di Carlo Tognoli. Il mio imprinting culturale e politico è quello: laico, atlantico, amico di Israele. La mia è una destra storica. Circa un anno fa mi incontro con il generale Vannacci a Verona. Appuntamento in hotel, mattina presto, a fare colazione e definire strategie. Vannacci era ancora nella Lega. Quel giorno stringiamo un patto: mi sarei occupato di elaborazione politica e del centro studi. Chiesi prima ovviamente le coordinate. E il generale mi rispose, risoluto: liberale e atlantico. Bene. E invece ecco dov’è finito. A un passo dalla legge Scelba e dalla legge Mancino».










