Roma, 8 set. (askanews) – Dacci oggi la nostra polemica quotidiana. Magari anche due. La strategia comunicativa di Futuro nazionale frequenta la polemica e la usa, tanto che, mentre il partito cresce – l’ultimo sondaggio di Swg lo dà al 7,7% – Roberto Vannacci ‘provoca’ il centrodestra: “Adesso hanno preso la calcolatrice – attacca l’ex generale sui social postando i titoli di alcuni articoli su legge elettorale e ballottaggio -. Senza Futuro nazionale la destra non arriva al 42%. Non è propaganda, è aritmetica”.

Quindi, rilancia Vannacci, il centrodestra non si deve “illudere” perchè “i nostri voti non sono un pacco da ritirare alla vigilia delle elezioni”: FnV, insiste, “non sarà la ruota di scorta di nessuno” ma “il motore che riporterà la destra sulla retta via”. Tradotto: l’alleanza si può fare, ma va costruita “su punti programmatici chiari e condivisi” e non “con formule escogitate nei palazzi”.

La polemica del giorno, intanto, è doppia, un po’ interna e un po’ esterna. Quella interna riguarda la cacciata dal partito di Luca Sforzini, tessera numero 18 di FnV, presidente del Centro studi Rinascimento nazionale, think thank storico del partito. Ieri la direzione disciplinare nazionale di Futuro nazionale “ha deliberato l’espulsione a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate”. Sforzini ha espresso più volte critiche nei confronti delle derive estremistiche del partito, con tanto di invito all’ex generale a “liberarsi delle cornacchie nere”.