Pavia. Da stretto collaboratore di Roberto Vannacci a «sabotatore» di Futuro nazionale, tanto da meritare l’espulsione deliberata ieri dalla Direzione disciplinare del partito. Un provvedimento preso dopo le pesanti critiche alla deriva parafascista di Fn espresse dal pavese Sforzini, perito d’arte e presidente del Centro studi Rinascimento nazionale accreditatosi come Think tank della nuova formazione. Sforzini, la direzione disciplinare la accusa «di utilizzare Fn per le proprie ambizioni personali» e «avvelenare il partito dall’interno». «Se avessi voluto difendere le rendite di posizione acquisite sul campo avrei potuto tacere, per convenienza, sulle questioni molto rilevanti che ho posto. Ma evidentemente questo non è visto di buon occhio e ha portato, immagino, alla mia espulsione. Qualcuno ha pensato che Rinascimento nazionale, che affiancava il partito pur essendone da tutti i punti di vista separato, fosse una foglia di fico per sostenere qualunque bestialità. Non è così». Eppure non ci voleva molto a capire, fin dall’inizio, che Vannacci si richiamava al fascismo. Non è stata un’ingenuità da parte sua, che dice di avere come riferimento la destra storica liberale? «Nel tu per tu che portato alla costituzione del centro studi si è dichiarato liberale e atlantista. Era un leader nato da una fortunata vicenda editoriale, lanciava parole d’ordine che fanno presa, su temi come la microcriminalità - in parte collegata a un eccesso di immigrazione - e la critica alla Ue. Che un leader possa fare da ariete è normale, ma poi c’è l’elaborazione, compatibile con i precetti costituzionali. La seconda parte della Base ideologica di Fn, nella quale non siamo stati coinvolti, disegna uno Stato che mette il naso nelle mutande dei cittadini, si richiama all’oscurantismo di Pio IX, lede i diritti conquistati in cinquant’anni dalle donne, va contro l’islam - non semplicemente contro l’integralismo islamico. Se l’espressione del pensiero è concepito solo come “credere, obbedire, combattere”, ne prendo atto». Alla fine hanno prevalso le “cornacchie nere”. «Cattivi consiglieri stanno portando Vannacci e il partito su una strada sbagliata, che va fuori dalla Costituzione». Lei ha appreso dell’espulsione dalla agenzie. Eppure aveva un rapporto molto stretto con il generale, ma nemmeno lui si è fatto vivo. Da quanto non vi sentite? «Un mese circa, anche per colpa mia. Prima, tramite whatsapp, anche 2-3 volte al giorno. Ora è assorbito da mille appuntamenti, con crescente difficoltà a tenervi testa. Immagino sia molto preso e distratto». Lei era anche referente di uno dei comitati di Fn. «Uno dei tanti in tutta Italia, ma non è una presenza significativa. Il partito in provincia di Pavia l’ho costruito io, ma non ho animosità per chi rimane». Futuro nazionale sembra avanzare giorno dopo giorno stando ai sondaggi Un pronostico in chiave elettorale? «Temo che possa deragliare prima di potersi misurare alle elezioni: sta andando fuori dai binari costituzionali. Io l’ho sempre immaginato in aggiunta al centrodestra, per porre in maniera più forte certi problemi a una coalizione che si è seduta sugli allori. Invece pare diventato un agente del caos». Reazioni alla sua espulsione dall’interno del partito? «C’è una sensibilità diffusa sui temi sollevati. Poi c’è chi fa calcoli spicci e si tappa il naso, magari per un incarico o una candidatura».