Tessera numero 18, uno dei fedelissimi del generale fin dalla prima ora. Tanto che quando nel febbraio scorso è nato il partito, l’imprenditore ed esperto d’arte Luca Sforzini veniva indicato come “l’ideologo” di Roberto Vannacci. E il suo Centro studi Rinascimento nazionale, con sede nel castello di Castellar Ponzano, il think tank di FnV. Ma oggi, attraverso un breve comunicato firmato proprio da Vannacci, Sforzini è stato espulso. La ragione? Visioni politiche incompatibili. D’altra parte Sforzini è un convinto liberale, europeista.
Dottor Sforzini, è venuto a sapere dell’espulsione dalle agenzie di stampa. Possibile che nessuno le abbia detto nulla niente prima?
Purtroppo non c’è stata alcuna interlocuzione che evidenziasse eventuali problemi o irritazioni sorte dopo le mie riflessioni o prese di posizione. Nessuno mi ha manifestato alcun tipo di contestazione. Le motivazioni della cacciata le posso soltanto dedurre da quanto ho letto.
Emerge un metodo da partito-caserma.
Certo. “Credere, obbedire, combattere”, non c’è dubbio. Mi sto convincendo che qualcuno avesse pensato che il mio Centro studi, grazie alla sua autorevolezza, potesse fare da foglia di fico per coprire le bestialità scritte o dette all’interno del partito.












