L'imprenditore replica duramente accusando il partito di derive illiberali, neofasciste e oscurantiste
Prima crisi, prime crepe nel partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, il movimento di estrema destra italiano, che sta salendo settimana dopo settimana nei sondaggi. Reduce dal suo primo intervento davanti alla platea degli imprenditori a Cernobbio, entusiasta del successo di AfD in Sassonia, l'ex generale deve confrontarsi con le prime forti tensioni interne che oggi vedono l'espulsione di uno dei suoi principali referenti e dirigenti, Luca Sforzini.
Il profilo di Sforzini e le critiche a FN
Sforzini - imprenditore, della provincia di Pavia, 52 anni - finora era considerato un uomo vicinissimo a Roberto Vannacci, se non addirittura il suo braccio destro.
Una figura centrale nell'organizzazione territoriale del nuovo partito. Proveniente dall'area repubblicana - era stato il vicesegretario del Partito Repubblicano Italiano in Lombardia - si era negli anni radicalizzato fino a diventare il teorico della nuova formazione di destra. Però, recentemente, in un'intervista al Foglio, aveva anche criticato il clima interno al partito di Vannacci. Un "clima agghiacciante" data anche la presenza di figure dell'estrema destra neofascista (tra cui Roberto Jonghi Lavarini) e contestando la deriva oscurantista del programma politico di FN. Propenso invece ad una "destra polifonica e moderna", aperta anche a valori liberali e costituzionali, chiedendo di liberare il movimento dal richiamo ai "mostri del '900". Da qui l'espulsione ufficiale, avvenuta oggi.













