«Territorio» è una paola che il mercato sta sempre di più scoprendo: sulle carte dei ristoranti, sulle etichette, nei menu, nella comunicazione delle aziende e sugli scaffali della distribuzione è spesso presente come una garanzia. La sua fortuna racconta un cambiamento reale nelle aspettative di chi compra e di chi mangia fuori casa, ma porta con sé un rischio evidente: se tutto diventa territoriale, il territorio finisce per significare poco.

È dentro questa contraddizione che acquista interesse Patrimonio, il progetto con cui METRO Italia organizza e rende riconoscibile una parte del proprio assortimento legata alle produzioni regionali italiane. Il presupposto dichiarato è che provenienza e stagionalità possano diventare elementi di differenziazione per gli operatori e contribuire alla costruzione di un vantaggio competitivo.

Detta così, potrebbe sembrare una delle molte operazioni costruite intorno al ritorno del locale. I numeri contenuti nel progetto, però, aiutano a comprenderne meglio la dimensione. Patrimonio riunisce oltre duemila referenze provenienti da più di 350 produttori italiani, costruendo un catalogo che attraversa territori e categorie differenti. L’assortimento comprende alimentari, panificati, formaggi e latticini, salumi, vini e liquori, cioè alcune delle famiglie attraverso cui la frammentazione gastronomica italiana si manifesta con maggiore evidenza.