HomeMagazineDenominazioni Comunali: "Più valore alla territorialità per le nostre eccellenze"di Michele Mezzanzanica "Le Denominazioni Comunali non sono un marchio, sono la ’carta d’identità’ di un Comune. La costoletta alla milanese,...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Michele Mezzanzanica "Le Denominazioni Comunali non sono un marchio, sono la ’carta d’identità’ di un Comune. La costoletta alla milanese, gli spaghetti all’amatriciana, la Pitta di Catanzaro e il pane del Reno: piatti che raccontano e identificano le città". Da questo presupposto nasce Andeco, l’Associazione Nazionale delle Denominazioni Comunali, presieduta da Roberto De Donno, esperto di marketing territoriale che alle De.Co. ha dedicato due libri e 25 anni di lavoro.
"Come aveva sottolineato Gino Veronelli, se solo il Sindaco può autorizzare dove sono nato, con la sua firma sulla carta d’identità, allo stesso modo i produttori certificano l’origine di un prodotto mettendoci la loro firma". Questo perché nel ricco patrimonio gastronomico italiano, si rischia di fare confusione. "A Roma – racconta De Donno – ci sono circa 600 ristoranti che cucinano l’amatriciana senza gli ingredienti principali, vale a dire il guanciale e il pecorino di Amatrice. A Bologna, invece, la città metropolitana ha creato la De.Co. dei saperi per tutelare le circa 600 sfogline che ancora piegano il tortellino secondo l’antico metodo tradizionale, organizzando anche corsi di formazione per le nuove generazioni".










