Cibo è il nostro inserto mensile che racconta il mondo attraverso ciò che mangiamo. Esce l'ultimo sabato di ogni mese sulla app di Domani e in edicola. In ogni numero svisceriamo un tema diverso con articoli, approfondimenti e commenti: questo mese parliamo dei mutamenti prodotti dalle nostre vacanze, a partire dai gusti che si ibridano. Qui troverete man mano tutti gli altri articoli di questo numero. In questa pagina, invece, tutti gli altri articoli di Cibo, che è anche una newsletter gratuita. Ci si iscrive a questo link.

Nel mondo quante persone sanno che esiste davvero un comune che si chiama Gorgonzola? Per miliardi di consumatori da New York a Tokyo, quella parola non evoca una comunità della periferia milanese lambita dal naviglio Martesana, ma genera un’immediata reazione sinestetica: descrive una consistenza cremosa, un’erborinatura verde-blu e un sapore preciso.

Gorgonzola è il paradigma di una geografia commerciale dove i nomi dei luoghi smettono di indicare stratificazioni storiche o confini amministrativi per trasformarsi in codici a barre e denominazioni d’origine. Il caso lombardo è una lezione limite: dal 1983, anno di chiusura dell’ultimo caseificio cittadino, a Gorgonzola non si produce quasi più una sola forma del suo formaggio, il cui asse industriale si è ormai spostato tra Novara e Pavia. Il paese è rimasto l’involucro nominale di un fantasma gastronomico.