OpenAI annuncia di aver risolto uno dei sette “Problemi del Millennio”, le equazioni di Navier-Stokes. Ma sull’origine della storica conquista matematica si apre subito una disputa. Due matematici che da circa un anno lavoravano alla dimostrazione sostengono infatti che l’azienda di ChatGpt abbia iniziato a occuparsi del problema solo dopo essere venuta a conoscenza dei loro progressi. E sollevano il dubbio che l’intelligenza artificiale abbia avuto accesso alle loro sessioni di lavoro. L’azienda nega.
I due ricercatori sono Tristan Buckmaster, matematico della New York University, e Levent Alpöge, che lavora per Anthropic. Da circa un anno stavano collaborando alla soluzione di Navier-Stokes, un problema così complesso da essere appunto inserito nel 2000 dal Clay Mathematics Institute nell’elenco dei sette “Problemi del Millennio”, per la soluzione dei quali è previsto un premio da un milione di dollari. A 26 anni dalla pubblicazione dell’elenco, ne è stato risolto soltanto uno.
Le equazioni di Navier-Stokes descrivono il movimento di fluidi come aria e acqua e hanno applicazioni nella progettazione degli aeromobili, nelle previsioni meteorologiche, nello studio del flusso sanguigno e nell’analisi della diffusione degli inquinanti. Proprio per la difficoltà della dimostrazione, la soluzione è considerata uno dei grandi traguardi ancora aperti della matematica. Per Buckmaster e Alpoge la svolta arriva tra il 15 e il 22 agosto, dopo circa un anno di lavoro. Poi, all’inizio di settembre, iniziano a circolare nell’ambiente tech e accademico voci sui progressi dei due ricercatori e di Anthropic. Secondo la ricostruzione di Buckmaster, contemporaneamente emergono informazioni sul fatto che notizie relative al loro lavoro sarebbero arrivate a OpenAI.










