Rimasto un mistero matematico per oltre due secoli, ora i matematici Tristan Buckmaster e Levent Alpoge hanno dichiarato di aver trovato una soluzione sfruttando modelli di linguaggio. Secondo OpenAI, però, il contributo umano sarebbe stato minimo
Millennium Prize. È la definizione che si dà ai problemi di ambito matematico più complessi e difficili da risolvere, tanto che il Clay Mathematics Institute che si occupa di sostegno e diffusione delle soluzioni di problemi di questo ambito ai massimi livelli, ha istituito un premio da un milione di dollari a chi riesce a risolvere quesiti che appassionano, sfidano e ossessionano gli scienziati di tutto il mondo. Uno di questi sono le equazioni Navier-Stokes, un rompicapo che va avanti da oltre duecento anni. La notizia delle ultime ore è che un modello di OpenAI potrebbe aver raggiunto una soluzione finora sempre sfuggita agli scienziati umani. Con corollario di polemiche a seguire.
Ripartiamo dai fondamentali per chi non ha una formazione matematica di altissimo livello e non vive, per professione, tutto il giorno fra calcoli tanto complessi. Di cosa parliamo, quando parliamo di equazioni Navier-Stokes? Per capirlo dobbiamo fare un balzo indietro nel tempo fino alla metà del Settecento, quando Leonard Euler (quello che nei nostri libri di studio si chiama Eulero) elabora la prima equazione che descrive in modo efficace come si muove un fluido in condizioni ideali, ad esempio un flusso d’acqua senza tener conto di viscosità e altri tipi di resistenza fisica.










